SAPONI COCCOLIVA

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I SAPONI Oliva & Cocco del “Pettirosso”, sono fatti seguendo sempre il metodo artigianale, con una lavorazione a freddo, si ottengono dal prezioso Olio di oliva e una percentuale di Olio di Cocco, che conferisce una piacevole schiuma e un alto potere detergente. Ottimi sia per la detersione del viso e del corpo.

NON CONTENGONO:
Conservanti, coloranti, profumi sintetici, siliconi, derivati del petrolio, parabeni, PEG

Monococco, il padre di tutti i cereali

Colline morbide, colore giallo, cipressi in riga, il dolce profilo della campagna senese, una cartolina a farci da sfondo. Siamo con Barbara, ci racconta una passione fatta mestiere. Farro monococco, il cereale più antico. Posto migliore da dedicare alla coltivazione di varietà di cereali riscoperti e alla loro valorizzazione non potrebbe esistere.

Buongiorno Barbara, spiegaci cosa fate in questo paradiso.

Coltiviamo e trasformiamo cereali, legumi e ortaggi, con particolare attenzione alle varietà Antiche e locali. Facciamo agricoltura biologica, dal 1993.

Cos’è il farro monococco? 

È probabile che sia il primo cereale coltivato dall’uomo: si parla quindi di un seme antichissimo, la cui coltivazione è stata abbandonata nel corso del tempo per le basse rese di produzione e perché si tratta di un cereale vestito che necessita di una lavorazione successiva per renderlo commestibile.

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Perché coltivare il monococco, allora? Perché scegliere grani antichi? 

L’azienda ha scelto da molti anni di coltivare cereali antichi e si è dotata di attrezzature per la pulitura e la decorticatura dei semi. Per diversi anni abbiamo coltivato farro dicocco, orzo, avena e poi siamo riusciti ad avere il seme di monococco e lo abbiamo coltivato. La scelta dei grani antichi è legata in primis al metodo di coltivazione che abbiamo scelto, ovvero quello biologico. Il regolamento prevede il divieto di utilizzo di prodotti chimici, quindi era importante la scelta di varietà di semi in grado di ben adattarsi al clima e sufficientemente rustiche da potersela cavare contro eventuali attacchi di parassiti e la competizione con erbe infestanti. E non c’è nulla di meglio che le antiche varietà. In secondo luogo le varietà antiche sono sorprendentemente buone, il risultato di anni di selezione umana fatta col gusto e non con la chimica.

Che differenze troviamo con gli altri tipi di farro, nella struttura e nelle proprietà?

Le differenze sono molto evidenti sia nel campo che nei valori nutrizionali: noi coltiviamo sia monococco che dicocco, e da un punto di vista agronomico il monococcco, detto anche piccolo farro, è un poco più problematico nella coltivazione e ha rese inferiori. Nei valori, le differenze sono evidentissime: entrambi sono cereali molto ricchi di nutritivi, ma il monococco si differenzia per il basso contenuto di glutine e in più gli amidi presenti hanno una forma altamente solubile che lo rende estremamente ben digeribile.

Da quanto coltivate monococco?

Lo coltiviamo da 8 anni.

È un cereale che ha bisogno di particolari accorgimenti? Il vostro è un terreno particolarmente adatto a questo tipo di coltura?

Il farro è un cereale molto rustico da sempre coltivato in toscana (etruschi prima, romani poi) e si adatto benissimo a questi terreni.

Quali sono le motivazioni che vi hanno portato a scegliere il metodo di agricoltura biologica?

La volontà di rispettare la terra fin dove possiamo: veniamo dal Nord Italia, da zone ad alto inquinamento, e in Toscana abbiamo trovato un territorio ancora pulito.

Coltivate e trasformate?

Si, partiamo dal campo e arriviamo fino alla confezione. 

Come funziona il ciclo produttivo? E la vostra filiera?

Adottiamo un sistema di rotazione, ovvero non coltiviamo mai sugli stessi appezzamenti di terreno la stessa varietà vegetale, ma alterniamo le colture tra cereali che impoveriscono il terreno e i legumi che invece lo arricchiscono. Il nostro scopo è mantenere un giusto equilibrio.

Quali prodotti preparate a partire dal monococco?

Chicchi, farina, fiocchi, zuppe e pasta.

Che differenza troviamo nel prodotto finale?

Da un punto di vista nutrizionale, certamente cibarsi del chicco intero ha un valore superiore. La farina è lavorata a pietra e lo è anche il semolato da cui si ricava la pasta quindi si lavora anche con il germe.

Tre motivi per scegliere prodotti a base di farro monococco.

Prendiamo la pasta, per esempio: gusto buonissimo, leggera da digerire, velocissima: cuoce in 4/6 minuti. 

Un prodotto al quale non rinuncerebbe mai.

Tagliolino, ovvero una tagliatella lavorata a nido molto fine che cuoce in pochi minuti ed è molto delicata: va messa in acqua calda ma non bollente per gustarla al meglio. Buonissima con olio, pepe e pecorino


by saporedisole

La dieta del riposo perfetto: 5 consigli per tornare a dormire bene

Il detto popolare “Colazione da re, pranzo da principe e cena da povero” racchiude il segreto per mantenere in salute il nostro organismo e per riposare bene durante la notte. Purtroppo accade spesso il contrario: secondo una recente indagine, almeno sette milioni di persone in Italia saltano con regolarità la colazione, pari a circa il 14% della popolazione, rispetto all’8% nel 2004.

Le ragioni per cui non si fa colazione sono tante: molti non hanno semplicemente fame e preferiscono mangiare qualcosa a metà mattina, altri preferiscono mangiare di più a pranzo e altri ancora, purtroppo, hanno mangiato abbondantemente la sera prima a cena.

Alle abitudini di vita e alla corretta alimentazione si lega anche il buon sonno notturno. Circa dodici milioni di persone, infatti, dormono poco e male a causa di frequenti fuori pasto, porzioni eccessive o cene abbondanti e non bilanciate. Ovviamente incide molto anche uno stile di vita sbagliato: coricarsi tardi e far uso di tablet prima di andare a letto possono infatti influenzare nel tempo la qualità del sonno.

Diversi studi hanno evidenziato quanto sia importante dormire un numero sufficiente di ore sia per mantenere un buono stato di salute, sia per prevenire malattie degenerative e sovrappeso.

Dopo un pasto serale abbondante o ricco di cibi pesanti, però, addormentarsi diventa più difficile ed è più probabile che il sonno venga disturbato da incubi o che il risveglio al mattino si accompagni a malessere, bocca secca, cerchio alla testa, occhi gonfi e difficoltà di concentrazione.

 

Gli alimenti più adatti per un pasto serale leggero e allo stesso tempo nutriente sono:

  • Un passato di verdure miste, oppure una zuppa che contenga legumi e cereali.
  • Un piatto di crudités, oppure insalata mista tagliata finemente (privilegiando la lattuga o il soncino, limitando invece la presenza di radicchio), oppure delle verdure alla griglia o al forno, accompagnate da 70 grammi circa di bresaola o formaggio magro (privilegiare la ricotta o il primosale). Per chi desidera mangiare carne cotta, meglio il tacchino e, per chi desidera mangiare pesce, privilegiare cotture leggere come quella al vapore o al cartoccio. I pesci più adatti al consumo serale sono il nasello, la sogliola, il merluzzo, l’orata o il branzino.
  • Al posto del pane è utile accompagnare il pasto con circa 50 grammi di riso integrale (ottimo il basmati che cuoce in circa 12-15 minuti), pesato a crudo: in cottura triplica il suo volume. Il riso assunto a cena agevola il sonno perché ricco di triptofano, l’aminoacido che serve per produrre la serotonina, neurotrasmettitore della felicità e del rilassamento.
  • Se consumate pomodori, aggiungete sempre qualche fogliolina di basilico fresco, che ha un effetto digestivo e rilassante. Stesso discorso per l’origano, un calmante naturale, e per la maggiorana, che può essere utilizzata per cucinare il pesce oppure sulle verdure cotte al vapore.
  • Sull’insalata cruda con spinacini freschi, aggiungete un cucchiaio di semi di zucca, sono ricchi di magnesio.

SOGNI D’ORO GRAZIE AL POTERE DELLA LAVANDA

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alkemy ES3.1 crema corpo, grazie alla potente sinergia di sostanze funzionali come microalga Klamath, olio di jojoba, di macadamia e di germe di grano, e all’oleolita spagirico di lavanda, può essere utilizzata dopo la doccia serale prima di coricarsi, per favorire l’addormentamento.

Nella formulazione è stato anche inserito il Phytoprolin Complex, un derivato di proteine vegetali estratte da mirtillo, canna da zucchero, limone, acero e arancio dolce, che agiscono in sinergia per garantire idratazione profonda della pelle.

L’oleolita spagirico di lavanda svolge una blanda azione antibatterica e possiede interessanti proprietà antinfiammatorie, pertanto può essere utile per agevolare il rilassamento della muscolatura e delle contratture, che affliggono le persone sottoposte a stress.

La lavanda possiede inoltre proprietà leggermente sedative, indicate in caso di cefalea, emicrania e astenia nervosa. I suoi principi attivi sono utili nel trattamento sintomatico dei disturbi del sonno, sia negli adulti sia nei bambini. Sembra, infatti, che il suo delicato profumo favorisca l’addormentamento. In letteratura sono anche riportati riferimenti in merito all’attività blandamente antidepressiva della lavanda.

L’applicazione sull’addome di alkemy ES 3.1 crema corpo, accompagnata da leggero e prolungato massaggio, aiuta a lenire i dolori addominali di natura funzionale, tipici delle persone che scaricano stress e tensioni sull’apparato digerente.

È anche ottima per lenire la pelle dopo una prolungata esposizione al sole o per ridurre il prurito dopo punture di insetti e zanzare.

Ricca di sostanze funzionali come flavonoidi, acido rosmarinico e fitosteroli, è delicata anche sulle pelli più sensibili.


Debora Cantarutti

Divulgatrice scientifica, consulente nutrizionale esperta di nutraceutica e nutrigenomica. Docente per Sapere Academy (Milano) e ricercatrice indipendente Superfoods.  Master in Nutrizione Metodo Molecolare. Ideatrice e responsabile del progetto Scienza&Gusto. Socia del GSA, Giornalisti Specializzati Associati di Milano. 

È membro attivo del progetto Quartieri Tranquilli ideato da Lina Sotis, dove presta attività di consulenza ai cittadini per promuovere il corretto stile di vita in ambito nutrizionale. Relatrice nei showcooking organizzati per Expo 2015 e per la Milano Food Week.

Il segreto della longevità: scopri il potere dei cibi sani e ricchi di fitonutrienti

I fitonutrienti presenti nei cibi sono essenziali per la corretta funzionalità del sistema immunitario, in quanto promotori di tutti i meccanismi alla base delle autoriparazioni cellulari. Queste sostanze, inoltre, aiutano il sistema difensivo dell’organismo a neutralizzare i radicali liberi prodotti durante il metabolismo cellulare. Ad oggi, sono state individuate più di 10.000 sostanze fitochimiche vegetali in grado di prevenire diverse malattie, comprese quelle degenerative come il cancro.

Alcune delle più significative sostanze fitochimiche fanno parte del gruppo degli isotiocianati e sono in grado di rafforzare il sistema immunitario e di prendere parte attivamente nella prevenzione e nella lotta ai tumori. Attraverso l’aumento degli enzimi preposti alla disintossicazione dell’organismo, gli isotiocianati controllano l’infiammazione e inibiscono la creazione di nuovi vasi (fenomeno definito angiogenesi, anche il tessuto adiposo ha bisogno di continuo apporto di sangue). Gli effetti anti-angiogenesi non bloccano solo la crescita delle cellule tumorali, ma inibiscono anche l’accumulo di grasso corporeo. L’infiammazione, infatti, precede l’accumulo di grasso ed è seguita dalla necessità dei tessuti di essere riforniti di ossigeno e nutrienti (nascita di nuovi vasi): in alcuni casi quei nuovi tessuti possono evolvere in cellule tumorali.

Le crucifere, un concentrato di salute

Le verdure crucifere presentano delle peculiarità uniche perché sono ricche di composti organici definiti glucosinolati, che vengono convertiti in isotiocianati quando la parete cellulare viene scissa durante la masticazione, oppure quando queste verdure vengono sottoposte a spremitura (utilizzo dell’estrattore) oppure a triturazione (utilizzo di frullatore o centrifuga). Nello specifico, nella membrana cellulare di queste verdure è presente la mirosinasi, un enzima che permette la conversione dei glucosinolati in isotiocianati durante la rottura delle cellule vegetali. Di conseguenza, più mastichiamo questo genere di verdure, più assumiamo isotiocinati in grado di rafforzare il nostro sistema immunitario.

Una serie di studi ha messo in evidenza che il consumo regolare di isotiocianati favorisce il loro accumulo nel tessuto mammario: mangiare una porzione al giorno di crucifere, come confermato anche da un recente studio condotto sulle donne cinesi, riduce il rischio di cancro al seno del 50%. Uno studio europeo ha inoltre riscontrato una riduzione di rischio del 17% nelle donne che assumono crucifere almeno una volta alla settimana.

Dopo aver elencato le loro incredibili proprietà, vediamo in dettaglio quali verdure appartengono alla famiglia delle crucifere e non devono mancare nella nostra dieta:

  • Broccoli
  • Cavoletti di Bruxelles
  • Cavolfiore
  • Cavolo
  • Cavolo cinese
  • Cavolo rapa
  • Cavolo nero
  • Cavolo rosso
  • Cime di rapa
  • Crescione
  • Rafano
  • Rape
  • Ravanelli
  • Rucola
  • Verza
  • Senape indiana

Non solo crucifere: scopriamo le altre verdure che salvaguardano il nostro benessere

Anche altre tipologie di verdure sono ricche di agenti fitochimici protettivi.

Un esempio sono i carotenoidi, una numerosa famiglia di oltre 600 composti colorati che racchiude l’alfa e il beta-carotene, il licopene, la luteina, la zeaxantina, l’astaxantina. Abbondano in frutta e verdura verde e giallo-arancio, agiscono aiutando i tessuti a proteggersi dall’azione dannosa dei radicali liberi.

Le verdure verdi hanno un corredo di fitonutrienti in grado di proteggere i vasi sanguigni, di apportare sostanze antitumorali e di ridurre il rischio di diabete. Ad esempio la lattuga è ricca di beta-carotene, luteina, zeaxantina, vitamina C, acido caffeico, quercetina e antocianine, tutte sostanze che contribuiscono a ridurre il rischio di sviluppare tumori e malattie cardiovascolari.

Uno studio condotto dall’American Institute for Cancer Research ha rilevato che il regolare consumo di verdure crude può, a seconda delle quantità assunte, prevenire i tumori della bocca e dell’esofago. Ulteriori studi hanno sottolineato che il consumo di verdure verdi è in grado di ridurre il rischio di tumori allo stomaco (secondo le stime, un consumo giornaliero di soli 50 grammi garantirebbe una diminuzione del rischio di quasi il 60%). Inoltre, un elevato consumo di ortaggi a foglia verde è correlato alla significativa riduzione del 41% del rischio cardiovascolare e del 50% del rischio di ictus.

Consumare un bel piatto di insalata a inizio pasto rappresenta quindi il modo più sano ed efficace di restare in salute e di perdere peso, perché in questo modo si è indotti a consumare meno calorie nel resto delle portate.

La ricetta del benessere: il “cous cous” di cavolfiore

Prendete una bella cima di cavolfiore e tritatela con la modalità pulse fino a ottenere tanti piccoli pezzetti, facendo attenzione a non ridurla in crema.

In una padella larga mettete olio extravergine d’oliva, aggiungete una cipolla rossa affettata, 5 cm di radice di zenzero e del peperoncino, e cuoceteli stando attenti a non farli scurire. Aggiungete il cavolfiore tritato e fatelo saltare a fuoco dolce 5 minuti al massimo. Regolate di sale e a fine cottura aggiungete un bel cucchiaio di curcuma in polvere. Mescolate delicatamente in modo che tutto il cous cous assuma un bel colore giallo. Potete servirlo in accompagnamento a pesce, carne o verdure stufate.

Debora Cantarutti

Divulgatrice scientifica, consulente nutrizionale esperta di nutraceutica e nutrigenomica. Docente per Sapere Academy (Milano) e ricercatrice indipendente Superfoods.  Master in Nutrizione Metodo Molecolare. Ideatrice e responsabile del progetto Scienza&Gusto. Socia del GSA, Giornalisti Specializzati Associati di Milano. 

È membro attivo del progetto Quartieri Tranquilli ideato da Lina Sotis, dove presta attività di consulenza ai cittadini per promuovere il corretto stile di vita in ambito nutrizionale. Relatrice nei showcooking organizzati per Expo 2015 e per la Milano Food Week.

IN 0.1 FEED – Integratore multiattivo con acido ialuronico e collagene marino

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Integratore alimentare liquido di acido ialuronico ad alto peso molecolare da fermentazione batterica – non da fonti animali – e collagene marino idrolizzato. L’acido ialuronico è un eccellente antiossidante, migliora l’idratazione della pelle e lo stato delle rughe, riattiva i processi di riparazione a carico delle articolazioni, riduce la secchezza oculare. Il collagene marino idrolizzato rallenta l’invecchiamento cutaneo con riduzione dei segni del tempo, facilita la rigenerazione di tendini, legamenti, cartilagini e ossa riducendo il dolore, protegge arterie e cuore ed è utile nella prevenzione dell’ipertensione.

Formulato anche per l’utilizzo in abbinamento ad alkemy ES 3.0 crema viso, che ripropone per via topica molti degli attivi presenti in alkemy IN 0.1 FEED.

Consigli d’uso: fino a 60 gocce una volta al giorno (pari a 3 ml di prodotto) in poca acqua o direttamente per via sublinguale. L’integratore è inodore e insapore.

Prodotto inserito nel Registro degli Integratori Alimentari del Ministero della Salute codice 81199

EN 5.2 FLEX – Integratore con: vite canadese utile in caso di infiammazioni articolari

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I componenti erboristici presenti in alkemy EN 5.2 FLEX trovano impiego in caso di dolori articolari, infiammazioni ai legamenti molto dolorose, artrosi, tendiniti, artrite reumatoide, nella prevenzione e trattamento dell’osteoporosi anche in menopausa, post fratture ossee.

A base di macerati spagirico-alchemici (MSA) di vite canadese (azione anti-flogosi), abete bianco (favorisce la fissazione del calcio nelle ossa), faggio (depurativo a livello sistemico), equiseto (azione rimineralizzante), limone (azione revulsiva).

Vegetarian friendly.

Per ottenere il massimo dei benefici, si consiglia l’abbinamento con alkemy EQ 8.2 FLEX, crema coadiuvante nei disturbi articolari e muscolari.

Consigli d’uso: 25 gocce in poca acqua 2 volte al giorno.

Prodotto inserito nel Registro degli Integratori Alimentari del Ministero della Salute codice 78807

EN 5.1 FLOW – Integratore con: betulla ad azione drenante

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I componenti erboristici presenti in alkemy EN 5.1 FLOW svolgono un’azione drenante ed aiutano a combattere ritenzione idrica, gambe gonfie, stanche, pesanti e doloranti, emorroidi anche in fase acuta, fragilità capillare, edemi post traumi, vene varicose, pruriti legati al microcircolo.

A base di macerati spagirico-alchemici (MSA) di ippocastano (azione flebotonica e vasoprotettrice), faggio (depurativo a livello sistemico), limone (attività anticoagulante e fluidificante), betulla (drenante e tonico generale), ginepro (elimina le scorie).

Vegetarian friendly.

Per ottenere il massimo dei benefici, si consiglia l’abbinamento con alkemy EQ 8.1 FLOW, crema coadiuvante per la circolazione venosa.

Consigli d’uso: 25 gocce in poca acqua 2 volte al giorno.

Prodotto inserito nel Registro degli Integratori Alimentari del Ministero della Salute codice 78808

EN 5.0 FIX – Integratore con: cedro del Libano, noce e segale ad azione purificante

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I componenti erboristici presenti in alkemy EN 5.0 FIX svolgono un’azione detox ed aiutano a combattere affezioni della pelle, acne, psoriasi, seborrea, dermatiti, eczemi.

A base di macerati spagirico-alchemici (MSA) di cedro del libano (depurativo nei casi di manifestazioni cutanee), noce (spiccata azione antisettica e antinfiammatoria), segale (azione cicatrizzante), olmo (azione seboregolatrice), limone (antisettico, schiarente cutaneo), platano (utile nelle affezioni cutanee), betulla bianca (azione dermopurificante).

Vegetarian friendly.

Per ottenere il massimo dei benefici, si consiglia l’abbinamento con alkemy EQ 8.0 FIX, crema coadiuvante negli inestetismi della pelle.

Consigli d’uso: 25 gocce in poca acqua 2 volte al giorno.

Prodotto inserito nel Registro degli Integratori Alimentari del Ministero della Salute codice 78809.