Archivi categoria: Alimentazione

Come usare il burro ghee nelle ricette di tutti i giorni

l burro ghee è un alimento benefico per le nostre articolazioni e per il sistema cardiovascolare

Cos’è il burro ghee?

Sappiamo che consumare burro prodotto da latte vaccino non fa bene alla salute, perché ricco di grassi saturi e lattosio. Quello che ancora pochi sanno è che dal burro tradizionale è possibile ricavare il burro ghee.

Il burro ghee è un alimento che dà grossi benefici e può essere introdotto nelle nostre diete per la composizione di molte ricette.

Il burro ghee si ottiene dal burro tradizionale (meglio se biologico): è necessario tenere a bagnomaria il burro per almeno 2 ore, il burro si scioglie e forma in superficie uno strato bianco (composto prevalentemente da lattosio). Questo strato bianco schiumoso viene eliminato e rimane un liquido color oro che viene poi messo in un vasetto e lasciato raffreddare.

Una volta che il composto si è solidificato, non è necessario tenere il burro ghee in frigo, basta conservarlo in un luogo fresco ed asciutto.

3 ricette con il burro ghee

Fagioli neri in insalata di rucola

  • 400 gr di fagioli neri
  • 2 mazzetti di rucola
  • Sale, pepe, curcuma, cumino

Riscaldare una padella antiaderente e buttare all’interno i fagioli neri già cotti, con l’aggiunta di un bicchiere di acqua. Farli bollire un paio di minuti, aggiungere sale marino integrale, curcuma, cumino, pepe e lasciare insaporire un altro minuto. Abbassare la fiamma e aggiungere un cucchiaio di burro ghee. Quando il burro ghee si è amalgamato, servire su un letto di rucola condita a piacere.

Pan di spagna a basso indice glicemico

  • 150 grammi di farina di mandorle
  • 2 uova
  • 60 grammi di zucchero di cocco integrale
  • 1 cucchiaino raso di bicarbonato
  • ½ cucchiaino di vaniglia in polvere
  • 60 grammi di burro ghee

Montare a neve gli albumi e lasciarli riposare. Unire il tuorlo d’uovo allo zucchero di cocco e montare il composto. Aggiungere il burro ghee e miscelare bene. Aggiungere la farina di mandorle, poi la vaniglia in polvere e il bicarbonato. Infine gli albumi montati a neve. Infornare per circa 20 minuti in forno a 180°

Bocconcini di pollo bio con burro ghee e curcuma

  • Petto di pollo biologico
  • 2 cucchiai di burro ghee
  • Curcuma, pepe
  • 2 cucchiai di crema di sesamo

Tagliare a tocchetti piccoli il petto di pollo. In una padella antiaderente mettere 2 cucchiai di burro ghee, curcuma e pepe. Non appena è caldo, aggiungere i tocchetti di pollo e farli rosolare a fuoco basso. A fine cottura aggiungere la crema di sesamo e aspettare che il pollo formi una leggera crosticina croccante.

Ghee – Burro Chiarificato

Il Ghee (o burro chiarificato) è un’antichissima ricetta ayurvedica derivata dal burro. Si tratta essenzialmente di burro dal quale è stata tolta l’acqua e la componente proteica in esso contenute.

Si tratta essenzialmente di burro dal quale è stata tolta l’acqua e la componente proteica in esso contenute.

Informazioni ayurvediche: la cucina ayurvedica usa il ghee al posto del burro e dell’olio per cucinare, friggere e arrostire, perché si può scaldare e cuocere senza che diminuiscano o si perdano le sue proprietà.

Non necessita di refrigerazione. L’ayurveda considera il Ghee un Rasayana e cioè uno dei mezzi più efficaci per mantenersi giovani e in grado di favorire la rigenerazione delle cellule.

Il Ghee pacifica Vata e Pitta e aumenta il fuoco digestivo.

Il Ghee favorisce la funzione fisiologica della digestione. Contribuisce a contrastare l’azione dannosa dei radicali liberi.

È un alimento che nutre e dà sostegno a tutti i sette tipi di tessuti del corpo. Agisce favorevolmente sulla funzionalità del sistema nervoso, contribuendo a mantenere la mente calma, facilita l’apprendimento mnemonico e stimola i processi intellettivi.

Consigli d’uso: Applicato la sera sotto i piedi, aiuta ad avere un sonno salutare. Se applicato sugli occhi stanchi, aiuta a togliere l’affaticamento e rafforza la vista. È consigliabile usarlo anche come struccante.

Green Magma – Integratore alimentare a base di succo d’erba d’orzo.

Alcalinizzante ed energizzante.

Green Magma è un prodotto del tutto naturale e biologico adatto sia in età adulta che nei bambini. A base di succo di foglie novelle della pianta d’orzo, Green Magma è una fonte vegetale ricca di micronutrienti naturalmente bilanciati.

Il Dr. Y. Hagiwara, medico e pioniere della ricerca alimentare e farmacologica giapponese, studiò oltre 150 specie vegetali per arrivare a considerare le giovani foglie d’orzo come: “uno degli alimenti più bilanciati dal punto di vista nutrizionale in natura”. Questa consapevolezza lo portò a mettere a punto un’apposita tecnica produttiva (spray dry) finalizzata a ottenere il succo polverizzato di erba d’orzo, privato della parte fibrosa, allo stato più naturale possibile, stabilizzando l’attività enzimatica ed evitando stress termici e chimici che portano ad un impoverimento delle sostanze.

Green Magma è il risultato di oltre 20 anni di ricerche scientifiche che hanno portato a selezionare i migliori terreni di coltivazione, il tempo balsamico, le più innovative tecniche produttive per un prodotto di assoluta eccellenza.

Micronutrienti bilanciati. Un apporto bilanciato di sostanze nutritive come vitamine e minerali è importante per favorire il naturale benessere nel nostro organismo e la produzione energetica. Green magma è una fonte naturale di magnesio e potassio: minerali coinvolti in numerosi processi organici come il metabolismo energetico, l’equilibro elettrolitico, il funzionamento del sistema nervoso, la sintesi proteica e le funzioni muscolari, contribuendo a ridurre la sensazione di fatica.

Effetto alcalinizzante. La natura alcalina delle foglie d’erba d’orzo favorisce il naturale equilibrio acido-base del nostro organismo (bilanciamento necessario per promuovere lo stato di salute) contrastando l’eccessiva acidificazione dell’ambiente cellulare.

Antiossidante. Il succo d’erba d’orzo contiene numerose molecole antiossidanti che agiscono in modo sinergico per proteggere le cellule dai radicali liberi, prevenendo la perossidazione lipidica e l’invecchiamento cellulare: carotenoidi, vitamina E e vitamina C, SOD (l’enzima superossido dismutasi), catalasi, clorofilla e 2’’-O-GIV, un potente antiossidante isolato dalle foglie d’erba d’orzo.

Aumento del metabolismo. Un efficace metabolismo di lipidi e carboidrati riduce l’accumulo di grasso e colesterolo nei vasi sanguigni e nei tessuti, riducendo il rischio di sindromi cardiache e diabete; integrare la dieta con l’erba d’orzo aiuta a ridurre il colesterolo grazie anche alla naturale associazione con molecole antiossidanti.

Effetto detossinante. Negli ultimi 20 anni il Dr. Hagiwara e il suo team di ricercatori dimostrarono la capacità delle foglie d’erba d’orzo di degradare un’ampia gamma di pesticidi e additivi alimentari, promuovendo un forte potere detossinante.

Nutrizione e performance sportive. Con la sua composizione varia ed equilibrata, Green Magma è utile prima e dopo l’attività sportiva. Permette un corretto reintegro vitaminico e minerale, riducendo il rischio di crampi e squilibri elettrolitici dovuti alla sudorazione, ma anche proteico, contenendo tutti gli aminoacidi essenziali. Protegge dai radicali liberi prodotti durante lo sforzo fisico [nota 3] aiuta ad aumentare la produzione energetica, rallenta la fatica e permette un rapido recupero fisico dopo un intenso allenamento.

BOL D’AIR JACQUIER – OSSIGENAZIONE BIOCATALITICA

L’Ossigenazione Biocatalitica, metodo René Jacquier®

Il ‘Bol D’Air Jacquier®’ è un metodo unico per
migliorare l’ossigenazione cellulare in maniera semplice e naturale, senza creare né iperossigenazione, né  produzione di radicali liberi.

Si tratta di un metodica 100% naturale

La prassi dell’integrazione respiratoria con il metodo “Bol d’Air Jacquier” è un nuovo e rivoluzionario concetto di integrazione che utilizza la via inalatoria per introdurre terpeni naturali derivati dalla resina del Pinus Pinaster ed attivati attraverso un processo di perossidazione.

Respirare per alcuni minuti davanti a uno di questi apparecchi corrisponde ad una lunga passeggiata in una foresta di pini, in piena estate, quando fa molto caldo e c’è il sole.Con il calore le essenze dei pini si diffondono nell’atmosfera dove vengono perossidati dai raggi del sole.

Allergie, disturbi metabolici, nuove patologie, sindrome da affaticamento cronico, apena notturna, stress… e se una parte della soluzione a tutto ciò si trovasse in una migliore ossigenazione cellulare? Studi recenti hanno dimostrato il ruolo prevalente dell’ipossia (mancanza di ossigenazione cellulare) in molte delle patologie odierne.

Le previsioni statistiche evidenziano che nel 2020 una persona su due sarà allergica ed i bambini saranno le prime vittime! Secondo l’OMS questa affezione risulta essere al quarto posto tra le malattie croniche più frequenti.

INIZIA A RESPIRARE IN MANIERA PIÙ EFFICACE!

PER INFORMAZIONI E PER UNA PROVA GRATUITA

VIENICI A TROVARE

ARCIMBOLDO ARMONIE DELLA NATURA
VIA CAVOUR 8/A (ang. v. le Battisti) – 13900 Biella

Aceto di cocco: proprietà e come usarlo in cucina

Proprietà e benefici dell’aceto di cocco

Nonostante gli aceti più usati in cucina siano l’aceto di vino, l’aceto bianco e quello balsamico, non bisogna trascurare l’esistenza di varietà altrettanto pregevoli e interessanti come l’aceto di cocco. Sebbene questo prodotto non sia di certo il più indicato per i lavori di pulizia della casa – e sia meglio indirizzarsi in questo caso verso i primi due sopra citati – può essere utilizzato in numerose ricette di cucina, soprattutto come sostituto dell’aceto di miele e dell’aceto di vino.

L’aceto di cocco è apprezzato in primo luogo per le sue proprietà eupeptiche, toniche e prebiotiche. I fruttoligosaccaridi in esso contenuti favoriscono infatti la crescita della flora batterica e svolgono perciò un’azione di prevenzione sia sulle infiammazioni che sulle infezioni intestinali. Queste sostanze sono ritenute oltretutto in grado di aumentare i livelli di colesterolo buono e di abbassare la concentrazione di glucosio nel sangue. Detto ciò, l’aceto di cocco offre vantaggi a chi soffre di diabete e a chi tende ad essere affetto da stipsi. Il consumo di questo prodotto fa bene inoltre a chi è in sovrappeso e a chi è affetto da sindrome metabolica.

Rispetto agli altri aceti quello di cocco è il più calorico; esso contiene tuttavia anche sostanze preziose che aiutano l’organismo ad assorbire meglio il calcio e il magnesio e che riducono al tempo stesso il colesterolo LDL. Il suo utilizzo si rivela per questo particolarmente utile alle donne in menopausa e agli anziani in generale. Sotto il profilo nutrizionale l’aceto di cocco contiene discrete quantità di potassio, vitamina C e vitamine del gruppo B.

Odore, sapore e usi in cucina

L’aceto di cocco ha un gusto gentile, agrodolce ed un profumo esotico che richiama in parte quello della noce di cocco. Questo condimento si trova usato soprattutto nei piatti della cucina indiana, filippina e dello Sri Lanka. Per via del suo gusto delicato e poco invasivo è ideale per insaporire le insalate, per condire gli ortaggi e per la realizzazione di intingoli e pinzimoni. Viene consigliato anche per le grigliate e per le marinature, sia di carne che di pesce, e come ingrediente per la preparazione di salse da servire in tavola insieme ai formaggi. Il suo caratteristico sapore si accosta bene anche alla frutta.

Origine e produzione

L’aceto di cocco può nascere in due modi differenti. Il primo consiste nella raccolta dei fiori della palma di cocco, nella loro riduzione in nettare e nella successiva acetificazione di quest’ultimo. Il secondo metodo di lavorazione prevede invece la fermentazione del liquido estratto dalla noce di cocco. Nel primo caso l’aceto risulterà di un color bruno scuro mentre nel secondo tenderà verso una colorazione bianco latte. La produzione di questo aceto si ricollega anche a quella del cosiddetto gulamerah o zucchero di cocco.

Kuzu, un gastroprotettore naturale

Bruciori di stomaco, reflusso gastroesofageo, ernia iatale: i disturbi a carico dell’apparato digerente superiore sono molto frequenti nella popolazione. E sono migliaia i pazienti a dover condurre una vita in compagnia di inibitori di pompa protonica o di antiacidi, pur di evitare i fastidi – a volte anche decisamente gravi – dei loro disturbi. Un aiuto però arriva anche da una pianta orientale: il kuzu o kudzu, un gastroprottettore naturale.

Il nome scientifico è quello di Pueraria lobata ed è una pianta rampicante di montagna originaria del Giappone. Da sempre utilizzato nella medicina tradizionale e in erboristeria, il kuzu può essere un valido rimedio naturale per lo stomaco e altre patologie. Ma come si usa e quali sono i suoi specifici effetti?

Le proprietà

Il kuzu è una pianta estremamente longeva e forte: può vivere fino a 100 anni e cresce addirittura sulle rocce, anche quando il terriccio a disposizione è molto limitato. Nonostante gli splendidi fiori dal viola al blu, a scopi terapeutici non vengono usati né i petali né la pianta, bensì le radici. Da queste si estrae infatti un particolare amido, con cui viene quindi realizzata una bianchissima fecola. La consistenza è simile alla farina o proprio alla fecola di patate e, date le sue sue proprietà fisiche, non solo ha un’altissima solubilità in acqua, ma il kuzu viene facilmente digerito dallo stomaco e assorbito dall’intestino. Il composto pare contenga alte concentrazioni di isoflavoni come la daidzeina, un antinfiammatorio, antimicotico e antitumorale naturale.

La fecola poc’anzi citata ha un forte effetto alcalinizzante, ovvero previene l’acidosi soprattutto a livello di sangue e dei succhi gastrici. Utilizzato nella cucina giapponese come addensante e vellutante per zuppe, minestre e passati di verdura, sin da tempi antichi è impiegato anche per la cura di malanni minori. La tradizione vuole il kuzu come alimento di base per ritrovare le energie, ma è soprattutto l’effetto tampone sullo stomaco ad averlo reso popolare in tutto il mondo.

Le patologie

Kuzu, fiore

Kudzu Flower via Shutterstock

Così come già accennato, il kuzu esplica i suoi effetti benefici soprattutto a livello di stomaco, prevenendo però tutte le irritazioni a carico dell’apparato digerente dal cavo orale al retto. Di seguito alcune delle applicazioni più frequenti per tipologia di disturbo:

  • Acidità di stomaco: con il suo effetto tampone, il kuzu assorbe i succhi gastrici in eccesso dando immediato sollievo da dolore e bruciori, riducendo quindi le recidive in caso di blanda ulcera;
  • Reflusso gastroesofageo: grazie alle sue proprietà antiacide, previene la salita dei succhi nell’esofago e la loro propagazione nelle vie respiratorie, dando immediato sollievo soprattutto ai pazienti portatori di ernia iatale;
  • Stitichezza: stimola la morbidezza delle feci al pari di una nutrizione ricca di fibre, sbloccando quindi gli stati di stitichezza cronica;
  • Dissenteria: l’effetto tampone si estende anche all’intestino, dove non solo allevia l’irritazione di color e retto, ma aiuta anche ad aumentare la consistenza delle feci e a trattenere l’acqua in caso di diarrea;
  • Febbre: il kuzu sarebbe anche in grado di diminuire la temperatura negli stati febbrili connessi all’influenza;
  • Stanchezza: l’amido presenta anche specifiche proprietà per il recupero dell’energia e del buon equilibrio psicofisico, quindi è consigliato in primavera o nei cambi di stagione, quando il corpo fatica ad adattarsi ai repentini cambiamenti climatici.

Per le modalità d’assunzione si faccia riferimento al proprio erborista di fiducia e, ovviamente, anche al medico curante per conoscere eventuali interazioni con i farmaci contro l’acidità di stomaco. In genere, si versano uno o due cucchiaini di kuzu in un bicchiere d’acqua, si porta il tutto a ebollizione finché l’amido non si è sciolto e si consuma a piccoli sorsi, anche più volte nell’arco della giornata.

Il kuzu in cucina

Nella cucina giapponese, il kuzu viene usato come addensante e vellutante soprattutto per zuppe, minestre e passati di verdura, ma anche per sughi, dolci, gelati e composte. La proporzione da utilizzare è 10g di kuzu ogni 100 ml di liquido ma molto dipende dalla consistenza che vorrete ottenere, con queste dosi riuscirete ad ottenere un buono stato di gelificazione, per addensare ne potrà servire anche molto meno. Il kuzu, infatti, serve non solo ad addensare ma anche a gelificare per creare budini. In questo ultimo caso la consistenza che si ottiene è morbida e non gelatinosa (come può accadere nel caso dell’agar). Per ottenere l’effetto gelificante, una volta stemperata la polvere nel liquido a temperatura ambiente, aggiungetelo in cottura alla vostra preparazione e poi lasciate raffreddare prima a temperatura ambiente e poi in frigorifero per almeno un paio d’ore. In commercio troverete il kuzu sia in polvere che in blocchetti gessosi: in questo ultimo caso, prima di utilizzarlo polverizzatelo con un mortaio da cucina. Il kuzu può essere aggiunto anche a cottura ultimata, a verdure e frutta frullate conferendo ai piatti una consistenza vellutata. Nel caso della frutta, per esempio, questo amido ha la caratteristica di renderla più digeribile anche per gli intestini più deboli.

Pianesi racconta la sua vita: “Curo la salute per guarire il pianeta.”

MACERATA – L’ideatore, fondatore e presidente dell’associazione Upm – Un punto macrobiotico – ha ripercorso le sue esperienze in una serata al teatro della Filarmonica. Testimonianze d’affetto di quanti lo hanno conosciuto e sostenuto nella sua lunga attività.

cronachemaceratesi.it-Pianesi racconta la sua vita Curo la salute per guarire il pianeta

Hericium Erinaceus

Hericium

Nome scientifico: Hericium erinaceus. Si trova in tutto l’emisfero nord, in Europa, Oriente asiatico e Nordamerica. Predilige gli alberi di latifoglie morti o morenti come la quercia, il noce e il faggio. Ha un diametro che varia dai 5 ai 20 centimetri. Ha filamenti simili a ghiaccioli che pendono da una base di consistenza gommosa. È un fungo tanto culinario quanto medicinale, che fa pensare al sapore dei frutti di mare.

 

hericium-erinaceusSTORIA

Continua la lettura di Hericium Erinaceus

Quinoa: proprietà nutrizionali, curative e controindicazioni

Quinoa: quali le proprietà nutrizionali, curative e le controindicazioni? Con questo cereale si possono mettere a punto ricette davvero squisite, ecco perché dovremmo sempre includerlo nella nostra alimentazione. Per questo motivo è importante conoscerne le proprietà e i valori nutrizionali, in modo da diventare consapevoli di tutti i benefici che riesce ad apportare a vantaggio del nostro benessere. La quinoa è alleata del sistema circolatorio, dell’intestino, dei muscoli, è ricca di sali minerali e di vitamine ed è particolarmente energizzante. E’ ideale contro l’emicrania e si può inserire nelle diete ipocaloriche. Vediamo di saperne di più.

Continua la lettura di Quinoa: proprietà nutrizionali, curative e controindicazioni

Miglio: proprietà benefiche, nutrizionali e controindicazioni

Le proprietà benefiche, nutrizionali e le controindicazioni note del miglio sono diverse: questo alimento è, infatti, particolarmente prezioso per la salute dell’organismo e ciò lo ha reso famoso in tutto il mondo, nell’arco dei secoli. Questo cibo è stato dimenticato per molto tempo ma, fortunatamente, si sta riscoprendo insieme alle sue numerose proprietà alimentari e terapeutiche. Il miglio – il cui nome originario è Panicum Miliaceum – è un cereale appartenente alla famiglia delle Graminacee: si tratta di una pianta proveniente dall’Asia, ma che si è diffusa in molti Paesi del mondo. Una curiosità?

Continua la lettura di Miglio: proprietà benefiche, nutrizionali e controindicazioni